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Codice destinatario: quando si usa 0000000 e dove finisce la fattura

Sette zeri nel campo CodiceDestinatario non sono un segnaposto lasciato lì per sbaglio: sono un valore previsto dal tracciato, che dice allo SdI «per questo destinatario non ho un canale telematico». Serve sapere quando è corretto usarlo e, soprattutto, dove finisce la fattura dopo.

Che cos’è il codice destinatario

È l’indirizzo a cui il Sistema di Interscambio consegna il file. Sta nel blocco DatiTrasmissione e la sua lunghezza dipende dal formato:

Se lunghezza e formato non si corrispondono la fattura viene scartata con i codici 00311 o 00312.

Quando si usa 0000000

Sette zeri sono la scelta corretta in due situazioni.

Il cliente è un privato consumatore, o comunque un soggetto senza partita IVA. Non ha un canale telematico e non deve averlo.

Il cliente ha partita IVA ma non ti ha comunicato nulla: né un codice destinatario a sette caratteri, né una PEC. Succede spesso con i clienti occasionali e con i forfettari.

In alternativa ai sette zeri, quando il cliente ha indicato una PEC, si può lasciare 0000000 nel codice e valorizzare il campo PECDestinatario: lo SdI consegna lì.

Dove finisce la fattura

Questa è la parte che genera più equivoci. Con 0000000 la fattura viene comunque consegnata e accettata: lo SdI la mette a disposizione del destinatario nella sua area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, dentro «Fatture e Corrispettivi».

Non è uno scarto e non è un errore. È però una consegna silenziosa: il cliente non riceve nessuna notifica e, se non entra nel portale, non sa che la fattura esiste.

Per questo, quando il cliente è un consumatore, chi emette la fattura deve consegnargli una copia — su carta o in PDF. È la cosiddetta copia di cortesia, e va accompagnata dall’avvertenza che l’originale è il file elettronico disponibile nell’area riservata.

Il caso che sorprende: quello che scrivi può non contare

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione un servizio di registrazione dell’indirizzo telematico. Chi lo usa associa una volta per tutte alla propria partita IVA un codice destinatario o una PEC.

Se il tuo cliente l’ha fatto, l’indirizzo registrato prevale su quello che scrivi in fattura: lo SdI consegna lì anche se tu hai messo sette zeri. È il motivo per cui a volte una fattura «mandata al portale» risulta invece arrivata al gestionale del cliente. Funziona anche al contrario: un codice scritto a mano non riesce a dirottare la consegna se il destinatario ne ha registrato un altro.

I valori da non confondere

Mettere sette zeri a un cliente estero, o sette X a un cliente italiano, non produce sempre uno scarto immediato ma manda il documento nel posto sbagliato: è un errore che si scopre tardi, quando il cliente reclama la fattura che non ha mai visto.

Come si controlla prima di inviare

Il codice destinatario si legge in chiaro aprendo l’XML. Il visualizzatore di fatture XML di questo sito lo mostra insieme al formato di trasmissione e verifica che le due cose siano coerenti, cioè esattamente il controllo che genera i codici 00311 e 00312. L’elaborazione avviene nel browser: il file non viene caricato da nessuna parte.

Da leggere dopo

Questa guida descrive il funzionamento tecnico del recapito delle fatture elettroniche. Non è consulenza fiscale: per gli obblighi che riguardano la tua posizione serve un professionista abilitato.