Scaricare le fatture dal cassetto fiscale: dove sono
Entri nel cassetto fiscale per riprendere le fatture dell’anno, e non ci sono. Non è un guasto e non è un problema di permessi: le fatture elettroniche non stanno nel cassetto fiscale. Stanno in un altro servizio della stessa area riservata, e per vederle per intero serve un’adesione che molti non hanno mai dato.
Sono due servizi diversi, dentro la stessa area riservata
Nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate convivono due cose che vengono confuse continuamente, perché si somigliano nel nome e non nel contenuto:
- Il cassetto fiscale raccoglie la tua storia con l’amministrazione finanziaria: dichiarazioni presentate, versamenti, atti registrati, rimborsi, comunicazioni, i dati anagrafici della partita IVA. È l’archivio del rapporto, non dei documenti che emetti ogni giorno.
- Fatture e Corrispettivi è il portale della fatturazione elettronica: da qui le fatture si emettono, si trasmettono allo SdI e — questa è la parte che interessa — si consultano e si scaricano, emesse e ricevute.
Chi cerca «scaricare le fatture dal cassetto fiscale» sta quasi sempre cercando la consultazione dentro Fatture e Corrispettivi. Vale la pena saperlo prima di passare mezz’ora a cercare una voce di menu che non esiste.
Il passaggio che blocca quasi tutti: l’adesione alla consultazione
La consultazione delle fatture elettroniche non è attiva per il solo fatto di avere una partita IVA: è un servizio a cui si aderisce, con un consenso esplicito da dare dentro Fatture e Corrispettivi. La differenza che fa è grossa e va detta senza giri di parole:
- Con l’adesione l’Agenzia conserva e ti mostra i file XML completi delle fatture emesse e ricevute, che puoi scaricare.
- Senza adesione resti con i soli dati fattura — in sostanza gli estremi: chi, quando, quanto, l’imposta. Sono utili per un riscontro, ma non sono il documento, e da lì non ricostruisci una fattura.
È anche il motivo per cui due colleghi con lo stesso gestionale raccontano esperienze opposte: uno scarica gli XML di tre anni, l’altro vede solo delle righe di riepilogo. Non stanno guardando due portali diversi — hanno dato, o non dato, lo stesso consenso.
L’adesione si dà una volta e vale da quel momento: non è retroattiva nel modo in cui si spera. Se ti servono fatture di un periodo in cui il servizio non era attivo, la strada realistica non è l’Agenzia — è il tuo gestionale, il tuo intermediario o chi ti ha emesso il documento. Le condizioni e i termini esatti cambiano nel tempo e dipendono dal tuo regime: prima di contare su un archivio che non hai ancora visto, verifica in prima persona cosa mostra la tua area riservata.
In che formato arrivano
Il documento originale della fattura elettronica è un XML: è quello il file che fa fede, e quello è ciò che scarichi. Può presentarsi in due modi:
- Il singolo XML, a volte dentro una busta di firma digitale con estensione
.xml.p7m. Se ti tocca quella, il file .p7m si apre così. - Un archivio ZIP con molti XML dentro, quando chiedi un periodo intero. È il caso normale di chi scarica un trimestre o un anno.
Il portale offre anche una vista leggibile a schermo, e va detto con chiarezza cos’è: una rappresentazione del contenuto, comoda per guardare una fattura alla volta. Non è il documento, e non è pensata per lavorarci su cinquanta righe.
Il momento in cui ci si accorge del problema vero
Lo ZIP è sul computer, dentro ci sono duecento XML, e nessuno di quei file si apre con un doppio clic in modo utile: il browser mostra un albero di tag, Excel chiede come interpretarlo, il blocco note mostra il sorgente. Il download era la parte facile.
È esattamente il passaggio per cui esiste il convertitore XML in PDF ed Excel di questo sito: trascini tutti gli XML in un colpo e ne escono i PDF da archiviare o un foglio Excel con una riga per fattura, da filtrare e sommare. L’elaborazione avviene dentro il tuo browser: i file non vengono caricati da nessuna parte, che su fatture di clienti non è un dettaglio.
Se invece te ne serve una, letta bene e subito, il visualizzatore di fatture XML la mostra in tabella senza conversioni.
Se non entri tu, entra chi ti assiste
All’area riservata si accede con SPID, CIE o CNS, oppure con le credenziali dei servizi telematici dell’Agenzia. Ma per la maggior parte delle partite IVA la strada più breve è un’altra: il commercialista che ha la delega vede la consultazione al posto tuo e può estrarre gli XML del periodo che gli chiedi. Se stai cercando le fatture per rifare un conto, chiederle a lui costa un messaggio; ricostruire l’accesso da zero costa un pomeriggio.
Quello che non si risolve dal portale
- Una fattura mai arrivata allo SdI non c’è, e non comparirà: la consultazione mostra quello che è transitato, non quello che il gestionale credeva di avere inviato. Se ne manca una, va cercata fra gli scarti, non fra le ricevute.
- Il portale non è la tua conservazione a norma. Poter riscaricare un file finché il servizio lo mostra è una comodità, e non equivale ad avere i documenti conservati secondo le regole. Chi non ha un servizio di conservazione attivo ha un problema aperto anche se stasera scarica tutto.
Voglio tante fatture in un foglio Excel
Un foglio di calcolo ordinato con tutte le fatture, fino a 50 per volta.
Gratis: 5 fatture al giorno. Senza registrarti.
Da leggere dopo
- Fatture XML in Excel: le trappole di un trimestre intero
- Il CSV non si apre bene in Excel: perché e come si risolve
Questa guida spiega dove stanno i file e in che formato. Non è consulenza fiscale: per gli obblighi di conservazione, per i termini dell’adesione applicabili al tuo caso e per la gestione delle deleghe serve un professionista abilitato. Le procedure dell’area riservata cambiano nel tempo: verifica sempre cosa mostra la tua.