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Preventivo forfettario: la dicitura da riportare

Nel preventivo di un forfettario non c’è la colonna dell’IVA e non c’è la riga della ritenuta d’acconto. Al loro posto va una frase che dice al cliente perché, e richiama due commi della legge 23 dicembre 2014, n. 190: il 58 per l’IVA, il 67 per la ritenuta. Qui sotto la trovi per esteso, insieme alle due voci che il forfettario invece non toglie dal totale.

La dicitura, per esteso

Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, della legge 190/2014: regime forfettario, senza applicazione dell’IVA. Il compenso non è soggetto a ritenuta d’acconto ai sensi del comma 67 del medesimo articolo.

È l’annotazione che il generatore di preventivi stampa da solo quando spunti «Sono in regime forfettario». In due righe dice tre cose: qual è il regime (i commi 54-89 sono quelli che lo istituiscono e lo regolano), perché manca l’IVA (comma 58), perché manca la ritenuta (comma 67).

Non esiste una formula obbligatoria per il preventivo, perché il preventivo non è un documento fiscale — ci torniamo sotto. Esiste però un problema concreto: un documento senza IVA e senza spiegazione, davanti all’ufficio acquisti di un cliente strutturato, torna indietro con una domanda. La dicitura serve a non riceverla.

Comma 58: «senza applicazione dell’imposta», non «fuori campo»

Il comma 58 stabilisce che le operazioni di chi applica il regime forfettario si effettuano senza applicazione dell’imposta: niente IVA addebitata in rivalsa al cliente e, dall’altra parte, niente IVA detraibile sugli acquisti.

«Fuori campo IVA» non è un sinonimo, anche se nei modelli in circolazione le due formule si scambiano di posto. Fuori campo sta un’operazione a cui manca un presupposto dell’imposta — territoriale, oggettivo o soggettivo. L’operazione del forfettario i presupposti li ha: è il regime a disporre che l’imposta non si applichi. In fattura elettronica le due famiglie finiscono nello stesso codice Natura, N2.2, ed è probabilmente da lì che nasce la confusione: il codice è comune, la categoria no. Sui codici Natura e sulle coppie che si confondono c’è una guida a parte.

Comma 67: niente ritenuta, ma c’è una dichiarazione da rilasciare

Il comma 67 dispone che i ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime forfetario non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. Fin qui lo scrivono tutti.

La seconda metà del comma quasi nessuno la riporta: a questo fine il contribuente rilascia al committente un’apposita dichiarazione, dalla quale risulti che quel reddito è soggetto a imposta sostitutiva. Non è un dettaglio formale. Il committente è un sostituto d’imposta, e senza quella dichiarazione la ritenuta dovrebbe operarla: la dichiarazione è ciò che lo mette al riparo.

L’annotazione sul preventivo non è quella dichiarazione, anche quando le due frasi si somigliano: il preventivo precede il rapporto, la dichiarazione riguarda le somme che vengono corrisposte. In che forma rilasciarla — in calce alla fattura, con una comunicazione a parte, dentro il contratto — il comma non lo dice, e non lo decide questa pagina.

Quello che il forfettario non toglie dal totale

La rivalsa INPS del 4%. Chi è iscritto alla Gestione separata ha titolo ad addebitarla al committente per effetto dell’art. 1, comma 212, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. Quella norma non è toccata dal regime fiscale: la rivalsa resta addebitabile ed è parte del corrispettivo.

Il contributo integrativo di cassa. Nasce dal regolamento della cassa a cui sei iscritto, non dal d.P.R. 600/1973: resta dovuto secondo quel regolamento, con la percentuale che il regolamento stabilisce.

Nel forfettario le due voci perdono le domande che di solito se le trascinano dietro — quanta IVA ci va sopra, se entrano o restano fuori dalla base della ritenuta — perché né l’IVA né la ritenuta ci sono. Ma restano nel totale che il cliente paga, e un preventivo che le dimentica mostra un importo più basso di quello che poi fatturerai. Le due guide che le confrontano fuori dal forfettario, dove la differenza si vede nel netto, sono quelle sulla rivalsa INPS del 4% e sul contributo integrativo di cassa.

Come quegli importi si comportino rispetto alla soglia e all’imponibile del forfettario è una domanda diversa da questa, e va fatta al proprio commercialista.

Il preventivo non è una fattura, e non lo diventa

Un preventivo è un’offerta: impegna chi la fa nei limiti che dichiara — le voci, il prezzo, la validità. Non si numera secondo le regole della fattura, non genera obblighi IVA e non richiede marca da bollo. Il progressivo che lo strumento suggerisce serve a te per ritrovare il documento, e non ha niente a che vedere con il registro delle fatture emesse.

Da qui la confusione più frequente. L’imposta di bollo da 2 € che si vede su certe fatture prive di addebito IVA sopra un determinato importo è un adempimento della fattura: riguarda il documento che emetterai a lavoro concluso, non l’offerta che mandi oggi. Soglia e modalità di assolvimento vanno lette sulla disciplina dell’imposta di bollo, che questa pagina non riassume.

Cosa fa lo strumento quando spunti la casella

Nel generatore di preventivi «Sono in regime forfettario» è una casella sola, e cambia cinque cose.

CosaCosa succede
Aliquota IVA di rigail menù si disattiva su tutte le righe
Colonna IVA della tabellasparisce dal documento
Riepiloghi per aliquotanon vengono stampati
Ritenuta d’accontola casella si disattiva e la riga non compare
Annotazione di leggeviene aggiunta da sola, con il testo qui sopra

La rivalsa INPS e il contributo di cassa restano invece disponibili, perché il regime non li tocca: si scelgono come sempre e compaiono nel totale. Il calcolo avviene nel browser: importi, clienti e listini non raggiungono nessun server.

Tre limiti dichiarati. Lo strumento non verifica che tu sia in forfettario: quella casella è una dichiarazione tua, e non controlla requisiti né soglie del regime. Produce un preventivo da stampare o da salvare in PDF, non una fattura elettronica: il codice Natura e l’eventuale bollo li mette il gestionale con cui fatturi. E non genera la dichiarazione del comma 67: stampa l’annotazione sul documento, che è un’altra cosa.

Modello informativo da far verificare a un professionista abilitato. Questa pagina riporta la dicitura che lo strumento stampa e le norme che vi sono richiamate. Non stabilisce se il regime forfettario si applichi al tuo caso, né quale forma debba avere la dichiarazione al committente.

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