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Modello di preventivo in PDF

Compila le voci e ottieni un preventivo pronto da stampare o salvare in PDF, con i totali calcolati come li calcolerebbe il commercialista: rivalsa INPS, contributo di cassa, ritenuta d’acconto e regime forfettario si comportano ciascuno a modo suo. Tutto avviene nel tuo browser.

DescrizioneQ.tàUnitàPrezzo unitarioSconto %IVATotale
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Preventivo n. 2026/001

Data 09/09/2026 — valido fino al 09/10/2026 (30 giorni)

DescrizioneQ.tàPrezzoScontoIVATotale
1 n.0,00 €22%0,00 €
Imponibile0,00 €
IVA 22% su 0,00 €0,00 €
Totale0,00 €

Il presente preventivo non è una fattura e non ha valore fiscale. L’offerta si intende valida fino al 09/10/2026; oltre tale data i prezzi possono variare.

Le tre voci che i modelli generici sbagliano

Un preventivo con i numeri sbagliati non è un problema estetico: è un importo concordato che non coincide con quello fatturato, e la differenza la si scopre quando il cliente contesta la fattura.

1. La rivalsa INPS del 4%

Chi è iscritto alla Gestione separata può addebitare al committente il 4% del compenso (legge 662/1996, art. 1, comma 212). È parte del corrispettivo, quindi l’IVA si calcola anche su di essa e la ritenuta pure. Il modello che la somma dopo l’IVA produce un totale più basso del dovuto.

2. Il contributo integrativo di cassa

Ha lo stesso aspetto della rivalsa e si comporta in modo diverso: entra nella base imponibile IVA, ma non è compenso del professionista e resta fuori dalla base della ritenuta d’acconto. Su 1.000 € con contributo al 4% e ritenuta al 20%, la ritenuta è 200 € con la cassa e 208 € con la rivalsa INPS. Stesso totale, netto diverso.

3. La ritenuta d’acconto

Il 20% previsto dall’art. 25 del d.P.R. 600/1973 si applica solo quando il committente è sostituto d’imposta: imprese, professionisti, enti. Verso un privato consumatore non si applica, e indicarla in preventivo fa apparire un netto a pagare che non esiste.

Come sono calcolati i totali

  1. Ogni voce: quantità × prezzo unitario, meno lo sconto di riga.
  2. Somma delle voci, meno l’eventuale sconto sull’intero preventivo.
  3. Rivalsa o contributo integrativo, in percentuale sull’imponibile.
  4. IVA su imponibile più quota previdenziale. Con più aliquote la quota previdenziale viene ripartita in proporzione, non attribuita tutta alla prima.
  5. Totale del documento; la ritenuta si sottrae per ottenere il netto a pagare.

Gli arrotondamenti sono al centesimo a ogni passaggio, e la somma dei riepiloghi torna sempre uguale al totale: è la stessa quadratura che il Sistema di Interscambio pretende sulle fatture, verificata dai test automatici.

Domande frequenti

Un preventivo deve avere la marca da bollo?

No. La marca da bollo da 2 € riguarda le fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 €, non i preventivi. Il preventivo non è un documento fiscale: non va numerato secondo le regole della fattura, non va registrato e non genera obblighi IVA.

La rivalsa INPS del 4% si somma prima o dopo l’IVA?

Prima. La rivalsa prevista dall’art. 1, comma 212, della legge 662/1996 è parte del corrispettivo: entra nella base imponibile IVA insieme al compenso, e l’IVA si calcola sul totale. Su 1.000 € di compenso con rivalsa al 4% l’IVA al 22% si calcola su 1.040 €.

La ritenuta d’acconto si applica anche sulla rivalsa?

Sulla rivalsa INPS sì, perché costituisce compenso: su 1.000 € più 40 € di rivalsa la ritenuta del 20% è 208 €, non 200 €. Sul contributo integrativo di una cassa professionale no: quello non è compenso del professionista e resta fuori dalla base della ritenuta. È la differenza che i modelli generici sbagliano più spesso.

In regime forfettario cosa cambia?

Niente IVA e niente ritenuta d’acconto: la legge 190/2014 prevede all’art. 1, comma 58, che le operazioni siano senza applicazione dell’imposta, e al comma 67 che i compensi non siano soggetti a ritenuta. La rivalsa INPS del 4%, se sei in Gestione separata, resta invece dovuta e va indicata.

Per quanto tempo resta valido un preventivo?

Per il tempo che indichi tu. Non esiste un termine di legge, ma un preventivo senza scadenza resta un’offerta aperta a tempo indeterminato: se i costi salgono, il cliente può accettarlo un anno dopo ai prezzi di prima. Trenta giorni sono la prassi più diffusa.

I dati che inserisco dove finiscono?

Da nessuna parte. Il preventivo è composto dentro il browser: prezzi, clienti e importi non vengono inviati a nessun server e non vengono conservati. Chiudendo la pagina spariscono.

Quando il preventivo diventa fattura

Accettato il preventivo, gli stessi importi vanno riportati in fattura elettronica. Se vuoi controllare che il file XML quadri prima di trasmetterlo allo SdI, il visualizzatore di fatture XML rifà le stesse verifiche aritmetiche. Se sei in forfettario, il calcolatore del regime forfettario dice quanto di quell’incasso va accantonato.

Modello informativo da far verificare a un professionista abilitato.