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Contributi INPS nel forfettario: quanto si paga davvero

Dipende da quale gestione INPS ti riguarda, e la differenza non è nell’aliquota — che è vicina — ma in quando i contributi sono dovuti comunque. Un professionista in Gestione separata che guadagna poco versa poco; un artigiano o un commerciante paga sul reddito minimale di 18.808,00 € anche se incassa zero. Su un reddito di 5.000 € la distanza fra i due conti è di oltre tremila euro, e non si recupera in nessun modo.

Non si sceglie: decide l’attività

Prima di confrontare i numeri conviene togliere di mezzo l’equivoco più comune. La gestione previdenziale non è un’opzione del regime forfettario: discende da che cosa fai. Chi esercita un’arte o una professione senza una cassa di categoria rientra nella Gestione separata; chi svolge attività d’impresa artigiana o commerciale è iscritto alla gestione artigiani o a quella commercianti; chi ha una cassa professionale — avvocati, ingegneri, commercialisti — versa a quella e non all’INPS.

Il forfettario è un regime fiscale e non cambia nulla di tutto questo. Serve saperlo prima, però, perché il conto contributivo pesa più dell’imposta sostitutiva: al 5% dei primi cinque anni i contributi sono quasi sempre la voce più grande delle due.

Le aliquote del 2026

GestioneAliquotaSu che cosa
Gestione separata — aliquota piena26,07%il reddito effettivo, fino al massimale di 122.295,00 €. Comprende 25,00% IVS, 0,72% maternità e malattia, 0,35% ISCRO
Gestione separata — pensionati o già assicurati altrove24%lo stesso reddito, stessa regola del massimale
Artigiani24% fino a 56.224,00 €, poi 25%il reddito, ma mai meno del minimale di 18.808,00 €
Commercianti24,48% fino a 56.224,00 €, poi 25,48%come sopra; nell’aliquota è già compreso lo 0,48% per l’indennizzo per la cessazione dell’attività

Artigiani e commercianti versano inoltre un contributo di maternità fisso di 7,44 € l’anno. Il massimale è 122.295,00 € per chi si è iscritto dal 1° gennaio 1996 e 93.707,00 € per chi aveva già anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

La differenza che conta è il minimale, non la percentuale

Le aliquote si somigliano: 26,07% contro 24%. Guardando solo quelle si concluderebbe che la Gestione separata costa di più, ed è vero soltanto sui redditi alti.

Il minimale ribalta il confronto sotto i 18.808 €. Per artigiani e commercianti quella cifra è un reddito figurato: i contributi si calcolano su di essa anche se il reddito vero è la metà, o zero. Per la Gestione separata non esiste nessun contributo minimo dovuto — i 18.808,00 € che si leggono in giro sono il minimale di accredito, cioè la soglia sotto la quale non si accreditano dodici mesi di contribuzione ai fini pensionistici. Chi resta sotto versa meno e accredita meno mesi: non deve niente in più.

È la ragione per cui aprire una partita IVA artigiana «per provare» costa qualche migliaio di euro l’anno a prescindere dall’esito, mentre la stessa prova in Gestione separata costa in proporzione a quanto entra.

Il conto su tre redditi

Il confronto è fatto a parità di reddito imponibile, non di fatturato: il coefficiente di redditività cambia da un’attività all’altra, e confrontare partendo dai ricavi metterebbe insieme due cose diverse. Gli importi sono contributi annui.

Reddito imponibileGestione separataArtigianoCommerciante
5000,00 €1303,50 €4521,36 €4611,64 €
20.100,00 €5240,07 €4831,44 €4927,92 €
40.000,00 €10.428,00 €9607,44 €9799,44 €

La prima riga è il caso che sorprende chi apre l’attività: con 5000,00 € di reddito un artigiano versa più del triplo di un professionista, perché paga sul minimale. La terza riga è il caso opposto, dove l’aliquota più alta della Gestione separata si fa sentire e il rapporto si accorcia.

Le due riduzioni, e perché una non vale per i professionisti

Lo sconto del 35% è solo per artigiani e commercianti. Lo prevede l’art. 1, comma 77, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, ed è riservato a chi è in regime forfettario: la domanda va presentata entro il 28 febbraio dell’anno per cui la si chiede. È la riduzione di cui si parla più spesso come «il vantaggio contributivo del forfettario», e chi è in Gestione separata non può chiederla: per lui il forfettario non riduce di un euro i contributi.

Sulla stessa riga da 5000,00 €, un artigiano che ottiene la riduzione versa 2941,49 € invece di 4521,36 €. Resta comunque più di un professionista in Gestione separata con lo stesso reddito, perché lo sconto agisce sul minimale, non lo toglie.

Lo sconto del 50% non è più accessibile a chi parte adesso. L’art. 1, comma 186, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 lo riservava per 36 mesi a chi si è iscritto per la prima volta alla gestione nel 2025, e non è stato prorogato: chi si iscrive dal 1° gennaio 2026 non può chiederlo. Le due riduzioni sono inoltre alternative: chi usa il 50% non può cumulare il 35%.

Entrambe agiscono sulla sola contribuzione IVS. Il contributo di maternità di 7,44 € resta dovuto per intero in ogni caso.

Dove si vede nello strumento

Il calcolatore del regime forfettario chiede la gestione e, per artigiani e commercianti, quale riduzione hai chiesto: da lì applica il minimale, le due fasce e il massimale giusto fra quello ordinario e quello ante-riforma. Il calcolo avviene nel browser e i dati che inserisci non raggiungono nessun server.

Un limite dichiarato, che vale anche per questa pagina: lo strumento non sa a quale gestione sei iscritto e non lo deduce dal codice ATECO. Lo scegli tu, e se lo sbagli il conto è coerente ma non è il tuo.

Da dove vengono questi numeri. Aliquote, minimale e massimale 2026 sono quelli delle circolari INPS n. 8 del 3 febbraio 2026 (Gestione separata) e n. 14 del 9 febbraio 2026 (artigiani e commercianti). Nel nostro registro delle verifiche è annotato un limite che vale la pena ripetere qui: le cifre sono state confermate su fonti secondarie e il testo delle circolari non è stato letto direttamente. Prima di usarle per un versamento, controllale sul sito dell’INPS.

Modello informativo da far verificare a un professionista abilitato. Questa pagina spiega come sono costruiti i due conti. Non dice quale gestione ti riguarda, che è una qualificazione della tua attività, né quale convenga: non è una scelta che si fa.

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