Calcolo tasse forfettario 2026
Quanto resta davvero di quello che fatturi. Imposta sostitutiva e contributi INPS calcolati con le aliquote ufficiali del 2026, citate in fondo alla pagina. Gratis, senza registrarsi, senza limiti: il conto avviene nel tuo browser e i numeri che scrivi non escono dal tuo computer.
Come funziona il calcolo
Il regime forfettario non guarda i costi che hai sostenuto davvero. Prende quello che hai incassato e ne considera reddito una percentuale fissa, il coefficiente di redditività, che dipende dal gruppo ATECO dell’attività. Il resto è la quota di spese riconosciuta in blocco, senza doverla documentare.
Da quel reddito si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno — questa è l’unica deduzione ammessa — e sul risultato si paga l’imposta sostitutiva: 15% in via ordinaria, 5% nei primi cinque periodi d’imposta di una nuova attività. Questa imposta sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali. Non si applica l’IVA in fattura e non si è soggetti a ritenuta d’acconto.
Attenzione a un punto che fa sbagliare i conti a molti: la deduzione riguarda i contributi pagati nell’anno, non quelli maturati. Il saldo dell’anno scorso versato a giugno si deduce quest’anno. Nel calcolatore c’è un campo apposta.
Coefficienti di redditività per gruppo
| Gruppo di settore | Codici ATECO | Coefficiente |
|---|---|---|
| Industrie alimentari e delle bevande | 10 - 11 | 40% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 45 - da 46.2 a 46.9 - da 47.1 a 47.7 - 47.9 | 40% |
| Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande | 47.81 | 40% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | 47.82 - 47.89 | 54% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41 - 42 - 43 - 68 | 86% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% |
| Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione | 55 - 56 | 40% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi | 64 - 65 - 66 - da 69 a 75 - 85 - 86 - 87 - 88 | 78% |
| Altre attività economiche | tutti i codici non compresi nei gruppi precedenti | 67% |
I codici sono quelli della classificazione ATECO 2007. Dal 1° aprile 2025 è in vigore ATECO 2025 e la riclassificazione dei codici è stata fatta d’ufficio dalle Camere di commercio, ma i coefficienti restano questi finché non viene approvata una nuova tabella.
Le soglie da tenere d’occhio nel 2026
- 85.000,00 € di ricavi o compensi incassati: superata, si esce dal regime dall’anno successivo.
- 100.000,00 €: superata, il regime decade nell’anno stesso, con IVA dovuta e tassazione ordinaria su tutto il periodo.
- 35.000,00 € di redditi da lavoro dipendente o assimilati nell’anno precedente: oltre questa cifra il forfettario non è accessibile.
- 20.000,00 € lordi di spese per lavoro dipendente e collaboratori: oltre questo limite il regime non spetta.
Quanto si versa all’INPS
Dipende dalla gestione, e la differenza è grossa. Nella Gestione separata si versa una percentuale sul reddito e basta: 26,07% per chi non ha altre coperture, 24% per pensionati e già assicurati altrove. A incassi zero non si versa nulla.
Artigiani e commercianti pagano invece un contributo fisso sul reddito minimale di 18.808,00 €, dovuto anche senza incassi, più una percentuale sulla parte di reddito che lo supera. I forfettari possono chiedere la riduzione del 35%: abbassa i contributi e, nella stessa misura, la pensione futura.
Domande frequenti
Come si calcolano le tasse nel regime forfettario?
In tre passaggi. Primo: si moltiplicano gli incassi dell’anno per il coefficiente di redditività del proprio gruppo ATECO, e si ottiene il reddito forfettario. Secondo: da questo si sottraggono i contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno. Terzo: su quello che resta si applica l’imposta sostitutiva del 15%, oppure del 5% nei primi cinque anni di una nuova attività. I costi effettivi non si deducono: sono già considerati nel coefficiente.
Le spese si possono scaricare?
No, e non serve conservare le fatture di acquisto ai fini del reddito. La quota di costi è stabilita in modo fisso dal coefficiente: chi ha un coefficiente del 78% è come se avesse il 22% di spese, che ne abbia di più o di meno. L’unica sottrazione ammessa sono i contributi previdenziali obbligatori.
Cosa succede se supero 85.000 euro?
Fino a 100.000,00 € di incassi il forfettario vale ancora per l’anno in corso, e si passa al regime ordinario dal 1° gennaio successivo. Superata quella soglia l’uscita è immediata: il regime decade nello stesso anno, con IVA e tassazione ordinaria su tutto il periodo. È la differenza fra un cambio programmato e una sorpresa.
Posso stare nel forfettario se ho anche un lavoro dipendente?
Sì, purché nell’anno precedente i redditi da lavoro dipendente o assimilati non abbiano superato 35.000,00 €. Il limite è stato alzato da 30.000 a 35.000 euro per il 2025 e confermato per il 2026; senza ulteriori proroghe dal 2027 torna a 30.000. Resta il divieto di fatturare in prevalenza al proprio datore di lavoro attuale o a quello dei due anni precedenti.
I contributi si pagano anche se non fatturo?
Dipende dalla gestione. Artigiani e commercianti versano comunque i contributi sul reddito minimale di 18.808,00 €, anche a fatturato zero: sono 4.521,36 € l’anno per gli artigiani e 4.611,64 € per i commercianti. Nella Gestione separata invece non esiste un contributo minimo: si versa una percentuale su quanto si è incassato, e a zero incassi non si versa nulla.
Conviene la riduzione dei contributi del 35%?
Si paga meno subito e si prende meno pensione dopo, perché l’accredito contributivo viene ridotto in proporzione. Ha senso soprattutto per chi ha già una posizione previdenziale solida altrove o sta iniziando con incassi bassi. La domanda va fatta all’INPS entro il 28 febbraio dal Cassetto previdenziale, e va valutata insieme al commercialista.
I miei dati vengono salvati?
No. Il calcolo avviene interamente nel browser, sul tuo computer: quello che scrivi non viene inviato a nessun server e non resta da nessuna parte quando chiudi la pagina. Non serve registrarsi e non c’è un limite di calcoli.
Fonti
Nessun numero di questa pagina è scritto a memoria. Sono tutti presi da:
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89 — disciplina del regime forfettario: soglia di 85.000,00 € (comma 54), determinazione del reddito e imposta al 15% (comma 64), aliquota al 5% (comma 65), uscita immediata oltre 100.000,00 € (comma 71), riduzione contributiva del 35% (comma 77).
- Allegato 4 alla legge 190/2014 pubblicato dall’Agenzia delle Entrate — tabella dei coefficienti di redditività.
- Legge 30 dicembre 2024, n. 207, art. 1, comma 12 — limite di 35.000,00 € per i redditi da lavoro dipendente, confermato per il 2026 dalla legge di bilancio 2026; comma 186 — riduzione contributiva del 50% per i nuovi iscritti del 2025.
- Circolare INPS 9 febbraio 2026, n. 14 — aliquote, minimale e massimale 2026 per artigiani e commercianti.
- Circolare INPS 3 febbraio 2026, n. 8 — aliquote, minimale e massimale 2026 della Gestione separata.
Questo è uno strumento di calcolo informativo, non consulenza fiscale, e non tiene conto della tua situazione personale: acconti già versati, altri redditi, detrazioni, casi particolari della tua cassa. Il risultato va fatto verificare a un professionista abilitato prima di prendere decisioni o di versare qualcosa.
Hai già fatturato quest’anno? Il convertitore delle fatture XML ti dà il totale incassato da mettere qui sopra. Trovi un errore nei numeri o in una fonte? Scrivici a supporto@nextrahub.it: le correzioni su uno strumento del genere hanno la precedenza su tutto il resto.