Scadenza che cade di sabato o in un festivo: cosa succede
Si paga il primo giorno lavorativo successivo, e non è una tolleranza concessa a chi arriva tardi: è il termine. Un versamento fatto quel giorno è tempestivo, quindi senza interessi e senza sanzioni. Le norme che lo dispongono però sono due, non una, e ad agosto si applicano in fila.
La norma che nomina il sabato per esteso
È la lettera h) del comma 1 dell’art. 7 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, e le parole sono queste: «i versamenti e gli adempimenti, anche se solo telematici, previsti da norme riguardanti l’Amministrazione economico-finanziaria che scadono il sabato o in un giorno festivo sono sempre rinviati al primo giorno lavorativo successivo».
Tre cose, in quella riga, decidono quasi tutto il resto. Versamenti e adempimenti: non solo i pagamenti, anche gli invii. Anche se solo telematici: non conta che gli sportelli siano chiusi, il rinvio vale pure per ciò che si trasmette da casa. E il sabato nominato accanto al giorno festivo: sono due voci distinte nella stessa riga, e l’una non assorbe l’altra — se il sabato fosse già compreso fra i giorni festivi, la norma non avrebbe avuto bisogno di scriverlo.
Per le somme che si versano con F24 la stessa regola è scritta una seconda volta, nell’art. 8 del d.lgs. 24 marzo 2025, n. 33: «Le somme di cui all’articolo 3 devono essere versate entro il giorno 16 del mese di scadenza. Se il termine scade di sabato o di giorno festivo il versamento è tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo».
Quel decreto è la novità del 2026. Fino all’anno scorso la frase stava nell’art. 18, comma 1, del d.lgs. 241/1997, che oggi su Normattiva risulta abrogato: il testo unico in materia di versamenti e di riscossione lo ha riscritto senza cambiarne una parola, ma con un altro numero. Chi copia la citazione da una guida scritta prima cita una norma che non c’è più.
Quali giorni sono festivi, e uno è cambiato proprio quest’anno
Festive sono le domeniche e le festività nazionali. Una di queste si sposta ogni anno — il lunedì dell’Angelo, che dipende dalla Pasqua — e le altre stanno a data fissa.
Dal 1° gennaio 2026 l’elenco ne ha una in più: la legge 8 ottobre 2025, n. 151 istituisce la festa nazionale di San Francesco d’Assisi il 4 ottobre e la equipara alle festività della legge 260/1949. Nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica, quindi quest’anno non sposta niente; negli anni in cui cadrà di lunedì o di venerdì sì. Lo scadenziario di questo sito lavora ancora su undici festività nazionali e il 4 ottobre non è fra queste.
Fuori dall’elenco resta il patrono locale: cambia da comune a comune, e questo strumento non lo considera. Se una tua scadenza dovesse cadere in quel giorno, la conferma la dà il commercialista, non un calendario nazionale.
La regola di agosto è un’altra cosa, e si legge per intero
L’art. 11 del d.lgs. 33/2025 — rubricato «Differimento degli adempimenti e dei versamenti» — dispone che «gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme di cui agli articoli 3 e 10, comma 4, che hanno scadenza dal 1° al 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione». Anche qui il contenuto non è nuovo: riprende il comma 11-bis dell’art. 37 del d.l. 223/2006, oggi abrogato.
| Voce | Sabato e festivi | Finestra di agosto |
|---|---|---|
| Norma | art. 7, c. 1, lett. h), d.l. 70/2011 | art. 11 d.lgs. 33/2025 |
| Quando scatta | il termine cade di sabato, di domenica o in un giorno festivo | il termine cade fra il 1° e il 20 agosto |
| Dove porta il termine | al primo giorno lavorativo successivo | al 20 agosto |
| Su che cosa | versamenti e adempimenti, anche se solo telematici | adempimenti fiscali e versamento delle somme che vanno in F24 |
Le due regole si applicano in sequenza, non in alternativa: prima il termine di agosto viene portato al giorno 20, poi si guarda se il 20 agosto è lavorativo, e se non lo è slitta ancora. Nel 2026 il 20 agosto è un giovedì, quindi la seconda regola non ha niente da fare; negli anni in cui il 20 cade di sabato o di domenica la data effettiva è il lunedì.
Una differenza da segnalare, perché riguarda proprio la distinzione fra pagare e dichiarare. Lo scadenziario di questo sito applica la finestra di agosto ai soli versamenti, mentre l’art. 11 nomina anche gli adempimenti fiscali. Nel calendario ordinario di una partita IVA la differenza non si vede, perché fra il 1° e il 20 agosto cadono versamenti e non termini dichiarativi — ma la norma va letta com’è scritta, non come la applica uno strumento.
Che cosa non slitta
Ciò che non viene dall’Amministrazione economico-finanziaria. La lettera h) si limita ai versamenti e agli adempimenti «previsti da norme riguardanti l’Amministrazione economico-finanziaria». Un termine che nasce altrove — da un’altra amministrazione, da un contratto, da un regolamento di categoria — non lo governa quella norma, e va cercato nella disciplina che lo prevede.
Il calcolo. Lo slittamento sposta la data, non gli importi: le maggiorazioni e gli interessi che una scadenza porta con sé restano quelli, perché dipendono dal termine ordinario e non dal giorno in cui la banca esegue.
Le proroghe dell’ultimo minuto. Quelle non sono questa regola: sono provvedimenti a sé, decisi a ridosso della scadenza, e nessun calendario scritto prima le conosce. Neanche questo.
Dove si vede nello scadenziario
Lo scadenziario fiscale applica le due regole in quell’ordine e, quando una data si è mossa, sotto la voce scrive qual era il termine ordinario e perché è slittata: «cade di sabato, quindi slitta al primo giorno lavorativo», oppure la doppia motivazione di agosto. Il lunedì dell’Angelo lo calcola, non lo tiene scritto a mano. Tutto avviene dentro il browser: il profilo che dichiari non raggiunge nessun server.
Se cerchi invece quali date del 2026 si sono spostate e di quanto, sono elencate nel calendario delle scadenze 2026.
Modello informativo da far verificare a un professionista abilitato. Questa pagina descrive come le norme citate spostano un termine. Non dice quando convenga versare nel tuo caso, e non conosce le proroghe pubblicate dopo la sua ultima revisione.
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