Nextra Hub

Guide

Calendario 2026 delle scadenze fiscali della partita IVA

Un calendario fiscale stampato ha due difetti: elenca adempimenti che a te non toccano, e riporta i termini ordinari invece dei giorni in cui si paga davvero. Nel 2026 cinque scadenze ordinarie cadono di sabato o di domenica e si spostano in avanti. Qui ci sono le date effettive, mese per mese, con accanto la norma che le fissa.

Le cinque date del 2026 che non cadono dove sono scritte

Versamenti e adempimenti che scadono di sabato o in un giorno festivo sono sempre rinviati al primo giorno lavorativo successivo — è l’art. 7, comma 2, lettera h), del d.l. 70/2011, che parla di «versamenti e adempimenti, anche se solo telematici». Nel 2026 la regola scatta cinque volte.

Sono le cinque caselle in cui un elenco copiato da un altro anno sbaglia, perché il giorno del mese resta lo stesso e il giorno della settimana no.

Mese per mese, le date effettive

Sotto ci sono le scadenze che ricorrono una o poche volte l’anno. Restano fuori quelle mensili, che tornano ogni mese al giorno 16: la liquidazione IVA di chi versa mensilmente e le ritenute operate su stipendi, compensi e provvigioni del mese precedente.

QuandoChe cosa scadeFonte
venerdì 16 gennaioIVA di dicembre 2025 e ritenute di dicembreart. 1 d.P.R. 100/1998; art. 8 d.P.R. 602/1973
lunedì 16 febbraioIVA di gennaio; prima rata dei contributi fissi INPScircolare INPS annuale
lunedì 2 marzo (ordinario 28 febbraio, sabato)Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA del quarto trimestre 2025art. 21-bis, c. 1, d.l. 78/2010
lunedì 16 marzoCertificazioni Uniche: consegna ai percipienti e trasmissione telematicaart. 4, c. 6-quater e 6-quinquies, d.P.R. 322/1998
giovedì 30 aprileDichiarazione IVA 2025; CU di solo lavoro autonomo e provvigioniart. 8 d.P.R. 322/1998; art. 4, c. 6-quinquies, d.P.R. 322/1998
lunedì 18 maggio (ordinario 16 maggio, sabato)IVA del primo trimestre; seconda rata dei contributi fissi INPSart. 7, c. 1, lett. a), d.P.R. 542/1999
lunedì 1° giugno (ordinario 31 maggio, domenica)Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA del primo trimestreart. 21-bis, c. 1, d.l. 78/2010
martedì 30 giugnoSaldo 2025 e primo acconto 2026 di imposte e contributi; diritto annuale alla Camera di commercio, che segue gli stessi terminiart. 17, c. 1, d.P.R. 435/2001; art. 18, c. 4, d.lgs. 241/1997; art. 18 legge 580/1993, che per i termini rinvia a un regolamento
giovedì 20 agostoIVA del secondo trimestre; terza rata dei contributi fissi; versamenti del 16 agostoart. 37, c. 11-bis, d.l. 223/2006
mercoledì 30 settembreComunicazione delle liquidazioni periodiche IVA del secondo trimestreart. 21-bis, c. 1, d.l. 78/2010
lunedì 2 novembre (ordinario 31 ottobre, sabato)Dichiarazione dei redditi 2025 in via telematica; modello 770art. 2, c. 1, e art. 4, c. 4-bis, d.P.R. 322/1998
lunedì 16 novembreIVA del terzo trimestre; quarta rata dei contributi fissi INPSart. 7, c. 1, lett. a), d.P.R. 542/1999
lunedì 30 novembreComunicazione delle liquidazioni periodiche IVA del terzo trimestre; secondo acconto di imposte e contributiart. 21-bis, c. 1, d.l. 78/2010; art. 17, c. 3, d.P.R. 435/2001
lunedì 28 dicembre (ordinario 27 dicembre, domenica)Acconto IVAart. 6, c. 2, legge 405/1990

Il 20 agosto merita una riga a parte: non è un termine suo, è dove finiscono i versamenti in scadenza fra il 1° e il 20 agosto, che si possono fare entro il 20 senza alcuna maggiorazione (art. 37, comma 11-bis, del d.l. 223/2006). Nel 2026 il 20 agosto è giovedì, quindi non slitta oltre. Le due regole si applicano in sequenza: prima si porta al 20 agosto, poi si controlla che il 20 agosto sia lavorativo.

Il 16 settembre della LIPE è il testo di prima

Molte guide danno ancora il 16 settembre per la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA del secondo trimestre. È il testo previgente. Quello in vigore dice: «La comunicazione dei dati relativi al secondo trimestre è effettuata entro il 30 settembre» — art. 21-bis, comma 1, del d.l. 78/2010.

Gli altri trimestri seguono la regola generale dello stesso comma, cioè l’ultimo giorno del secondo mese successivo: 31 maggio, 30 novembre e fine febbraio. Nel 2026 due di queste tre date cadono di fine settimana, e diventano il 1° giugno e il 2 marzo.

Quali di queste righe ti riguardano

Nel forfettario spariscono tutte le voci IVA: liquidazioni periodiche, comunicazione LIPE, acconto di dicembre e dichiarazione annuale. Restano il 30 giugno e il 30 novembre — che nel forfettario portano l’imposta sostitutiva invece dell’IRPEF — i contributi, il diritto camerale e, per chi emette fatture senza IVA sopra 77,47 euro, l’imposta di bollo da versare per trimestre.

Artigiani e commercianti hanno in più le quattro rate dei contributi fissi sul reddito minimale, dovute anche a fatturato zero: nel 2026 sono 4.521,36 euro l’anno per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, divisi fra il 16 febbraio, il 16 maggio, il 20 agosto e il 16 novembre. Le rate e gli importi li fissa ogni anno la circolare INPS su artigiani e commercianti, non una norma di legge: è l’unica riga di questa pagina la cui fonte non è un testo normativo.

Nella Gestione separata non esistono rate fisse: i contributi seguono i termini delle imposte sui redditi, quindi il 30 giugno e il 30 novembre (art. 18, comma 4, del d.lgs. 241/1997).

Chi paga compensi con ritenuta — dipendenti, collaboratori, professionisti — aggiunge il versamento del 16 di ogni mese, le Certificazioni Uniche e il modello 770.

Che cosa un calendario non può sapere

Le date qui sopra sono i termini ordinari. Le proroghe decise a ridosso della scadenza — che in Italia capitano, e più di una volta l’anno — nessun elenco scritto prima le conosce. Prima di un versamento importante la conferma la dà il commercialista, non una pagina web.

Un caso su cui vale la pena guardare due volte sono le Certificazioni Uniche. Il termine generale è il 16 marzo, ma il comma 6-quinquies dell’art. 4 del d.P.R. 322/1998 aggiunge che «dal 2026» quelle che contengono esclusivamente redditi di lavoro autonomo abituale o provvigioni non occasionali si trasmettono entro il 30 aprile. Sono due date diverse per lo stesso adempimento, a seconda di che cosa c’è dentro la certificazione: lo scadenziario di questo sito oggi mostra solo il 16 marzo.

E questa pagina parla del 2026. Alcune delle norme che la reggono — quella sulla comunicazione delle liquidazioni periodiche fra tutte — sono già state riscritte con effetto dagli anni successivi: un calendario del 2026 non si estende al 2027 cambiando le cifre dell’anno.

Il calendario costruito sul tuo caso

Lo scadenziario fiscale chiede regime, periodicità IVA, cassa previdenziale e se hai dipendenti, e mostra soltanto le scadenze che ne derivano, con lo slittamento già applicato e la fonte accanto a ogni voce. Dove una data è stata spostata, sotto la voce trovi scritto qual era il termine ordinario e perché si è mossa.

Le scadenze si esportano in un file .ics da importare in Google Calendar, Outlook o Calendario di Apple: ogni voce diventa un evento di giornata intera con una notifica tre giorni prima. L’esportazione gratuita copre i prossimi tre mesi; l’abbonamento esporta l’anno intero in un file solo. Il promemoria lo fa il tuo calendario, non noi: non ti chiediamo un indirizzo email e non ti mandiamo niente. Il calendario si costruisce dentro il browser, quindi il profilo che dichiari non raggiunge nessun server.

Modello informativo da far verificare a un professionista abilitato. Le date sono i termini ordinari: proroghe e provvedimenti successivi possono spostarle.

Voglio sapere quando devo pagare

Le tue scadenze, con i rinvii per sabati, festivi e agosto già applicati.

Vedi le scadenze

Gratis: calendario completo, esportazione dei primi tre mesi. Senza registrarti.