Proroga di Ferragosto: quali versamenti slittano e quali no
La regola è una riga: quello che scade dal 1° al 20 agosto si può fare entro il 20 senza alcuna maggiorazione. Il punto che costa è un altro — non sposta tutto. Nel 2026 il 16 agosto cade di domenica, e lo stesso 16 agosto finisce al 20 agosto 2026 se è un versamento e al 17 agosto 2026 se è una dichiarazione: tre giorni di differenza fra due righe dello stesso calendario.
Che cosa dice la norma, e qual è cambiata
Fino al 2025 la proroga stava nell’art. 37, comma 11-bis, del d.l. 223/2006. Quel comma è stato abrogato: dal 1° gennaio 2026 la disciplina è nell’art. 11, comma 1, del d.lgs. 24 marzo 2025, n. 33, il testo unico in materia di versamenti e di riscossione, sotto la rubrica «Differimento degli adempimenti e dei versamenti». Il testo:
«Gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme di cui agli articoli 3 e 10, comma 4, che hanno scadenza dal 1° al 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati entro il giorno 20 dello stesso mese, senza alcuna maggiorazione.»
Vale la pena notare che cosa non dice. Non concede un rinvio a chi è in ritardo: la proroga agisce sui termini che cadono nella finestra, non su quelli già scaduti. Non è una sospensione di tutto agosto, e non ha niente a che vedere con la sospensione feriale, che riguarda i termini processuali e i trenta giorni per rispondere agli avvisi: sono istituti diversi, con date diverse, e vengono confusi più spesso di qualunque altra cosa in materia di scadenze.
Quali date si spostano davvero nel 2026
Le due colonne escono dalla stessa funzione che costruisce il calendario dello strumento, non da un elenco scritto a mano.
| Termine ordinario | Se è un versamento | Se è una dichiarazione o una comunicazione |
|---|---|---|
| 14 agosto, venerdì | 20 agosto 2026 | 14 agosto 2026 |
| 16 agosto, domenica | 20 agosto 2026 | 17 agosto 2026 |
| 17 agosto, lunedì | 20 agosto 2026 | 17 agosto 2026 |
| 20 agosto, giovedì | 20 agosto 2026 | 20 agosto 2026 |
| 31 agosto, lunedì | 31 agosto 2026 | 31 agosto 2026 |
Tre cose si leggono in quella tabella. Il 31 agosto non si muove, perché sta fuori dalla finestra: la proroga finisce il 20, non alla fine del mese. Il 20 agosto 2026 è giovedì, quindi non slitta oltre — se fosse caduto di sabato le due regole si sarebbero applicate in sequenza, prima il rinvio al 20 e poi il rinvio al primo giorno lavorativo. E il 14 agosto mostra il caso meno intuitivo: un versamento che scade prima del 15 non anticipa niente, va comunque al 20.
Perché una dichiarazione del 16 agosto finisce il 17 e non il 20
Perché a spostarla non è la proroga estiva ma un’altra regola, quella dei giorni festivi: l’art. 7, comma 1, lettera h) del d.l. 70/2011 manda al primo giorno lavorativo successivo il termine che cade di sabato, di domenica o in un giorno festivo. Il 16 agosto 2026 è una domenica, quindi si va al lunedì — e il lunedì è il 17.
Le due regole non sono alternative e non si sommano a caso: si applicano in sequenza, e ognuna ha il proprio perimetro. Confonderle porta a due errori opposti. Chi crede che tutto vada al 20 agosto consegna in ritardo una comunicazione dovuta il 17; chi crede che valga solo la regola dei festivi paga il 17 quello che poteva pagare il 20, e non perde nulla tranne tre giorni di liquidità.
Il limite di questa pagina, e dello strumento
Il testo dell’art. 11 dice «gli adempimenti fiscali e il versamento delle somme». Quali adempimenti, esattamente, lo stabiliscono gli articoli 3 e 10, comma 4, richiamati dalla norma, ed è una questione di qualificazione, non di calcolo.
Va detto in chiaro perché cambia come si legge la tabella qui sopra: il nostro scadenziario applica la proroga soltanto a ciò che è certamente un versamento, e mai alle dichiarazioni e comunicazioni. È la scelta prudente, e la direzione dell’errore residuo è quella innocua: se un adempimento che la legge proroga viene mostrato con la data ordinaria, si arriva in anticipo. Non è invece prudenza quella che conta al contrario, e per questo la regola non è stata allargata a occhio: mostrare come prorogabile qualcosa che non lo è farebbe arrivare in ritardo, e una scadenza mancata costa una sanzione.
Dove si vede nello strumento
Lo scadenziario fiscale per partite IVA costruisce il calendario sul tuo caso e, dove una data è stata spostata, scrive sotto la voce qual era il termine ordinario e perché si è mossa — «proroga estiva» oppure «cade di domenica». È l’unico modo di non dover ricordare quale delle due regole è intervenuta.
Da dove viene questa pagina. Il testo dell’art. 11, comma 1, del d.lgs. 33/2025 e l’abrogazione del comma 11-bis dell’art. 37 del d.l. 223/2006 sono stati verificati alla fonte il 26 settembre 2026. Le date della tabella sono calcolate dalla stessa funzione che genera il calendario dello strumento, quindi non possono divergere da quello che lo strumento mostra. Un limite dichiarato: non sono stati letti direttamente gli articoli 3 e 10 del testo unico, che delimitano quali adempimenti la proroga comprenda — è esattamente il punto lasciato aperto nella sezione qui sopra.
Modello informativo da far verificare a un professionista abilitato. Questa pagina spiega come funzionano due regole di calendario. Non dice quali scadenze ti riguardano, che dipende dal tuo regime e dalla tua attività, e non sostituisce la verifica di un professionista su un singolo termine.
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